I primi re e la nascita di un mondo

In questi giorni si sta svolgendo il kickstarter del gdr dei primi re, un gioco di ruolo ambientato nel periodo della creazione di Roma e che per questo è stato paragonato al recente film “il primo re”. Discutendo con gli autori ho pensato a un intervista concentrata però su uno specifico punto, cioè la creazione del mondo, cercando di “esplorare” il processo creativo che ha portato alla nascita di questo gioco di ruolo.

1) qual’è stata la scintilla iniziale che ti ha portato a creare i primi re? c’è stato un film o un libro che ti ha ispirato?
Sono figlio degli anni ottanta, e sono cresciuto a pane e  sword&sorcery! In tempi recenti,attraverso film come Centurion 300, mi sono poi appassionato alla storia ed ho pian piano iniziato ad interessarmi in particolare a quella Romana. Quando sono incappato nella leggenda di Romolo e Remo – che conoscevo sommariamente, così come la conosce un po’ chiunque non abbia alle spalle studi classici, magari – è stato un fulmine a ciel sereno, e mi sono passate queste esatte parole nella mente: “dunque, figli del Dio della guerra, allattati da una divinità con l’aspetto di un Lupo.. Cavolo! Romolo e Remo potrebbero benissimo essere i primi Licantropi della storia.”
E questa è stata fondamentalmente l’illuminazione alla base del gioco!
Continuando a leggere con sempre più entusiasmo la storia dei primordi di Roma, ho notato davvero molte similitudini con quello sword & sorcery con cui ero cresciuto, secondo me il mito dei due gemelli potrebbe tranquillamente essere, appunto, lo sword & sorcery Italico per eccellenza! La brutalità del ratto delle Sabine, la sfida tra Romolo e Remo, le inquietanti usanze dei popoli che confinavano con Roma, la gente barbara vestita di barbari costumi.. diciamo che il buon vecchio Conan ci avrebbe sguazzato! hahaha.
I primi re e la nascita di un mondo 2
2) quant’era differente la prima versione rispetto a quella attuale?
Effettivamente, com’è giusto e normale che sia, da quando ho cominciato a concretizzare le idee che avevo per Primi Re, più volte ho ripreso, modificato, rivisto, rivalutato – e chi più ne ha, più ne metta – i vari aspetti del gioco.

Diciamo che, in linea di principio, sia il concetto di base dell’ambientazione che l’impostazione originaria del sistema sono rimasti fedeli all’idea con cui ero partito, ma ci sono stati anche molti cambiamenti, nel corso degli anni. Un esempio eclatante è sicuramente che, inizialmente, avevo pensato alla possibilità di giocare lungo tutta la storia di Roma, dagli umili albori sino alla caduta dell’Impero d’Oriente, ora invece – come lascia intendere anche il titolo del GDR, il gioco è cronologicamente limitato al periodo dell’Età Regia, ovvero quello in cui si sono susseguiti i primi sei Re che sono succeduti a Romolo sul trono dell’Urbe. Per queanto riguarda il sistema di gioco, invece, diversi simboli zodiacali (che rappresentano ognuno una diversa sfera di attitudini del personaggio) sono stati rivisti nel loro concetto, anche in maniera drastica, e ricollocati nelle 3 colonne attitudinali di Cerberus. Altri esempi? All’inizio il personaggio avrebbe dovuto avere un ammontare di punti ferita pari alla somma dei Punti Attitudine dei simboli Toro, Ariete e Cancro, ora invece – da quel punto di vista – i personaggi sono tutti uguali, e la loro salute è definita attraverso i “Passi verso l’Averno”, che trovo molto più coerenti con l’esperienza di gioco che vogliamo dare.I primi re e la nascita di un mondo 4

Altre decisive modifiche sono sopraggiunte quando ho cominciato a lavorare con Max e Andrea di Epic Party Games, con i quali ho avuto modo di ripercorrere ambientazione e meccaniche di gioco forte della loro esperienza e, soprattutto, di un punto di vista esterno, che è fondamentale -ritengo – per giungere ad una vera crescita del progetto. Ad esempio con Max e Andrea abbiamo rivisto i Doni Lupercali, quasi completamente, almeno una paio di volte. L’accumulo di esperienza del personaggio, anche, è stata riplasmata a più riprese per poi finalmente giungere alla meccanica delle Epopee, meccanica che con molta soddisfazione troviamo sia uno dei punti forti del gioco: originale, avvincente e dalle molte implicazioni possibili a livello interpretativo. Ovviamente, i numerosissimi playtest fatti per tutta Italia e le lunghe call-conference fino a tarda notte, sono state di fondamentale importanza!

3) delle varie regole che avete presentato nella risposta precedente, qual’è quella di cui siete più orgogliosi? quella che secondo voi, riesce di più a collegare ambientazione e regole?
Credo che ognuno di noi abbia le sue preferenze, ma sicuramente la meccanica che gestisce la simbologia Zodiacale si guadagna, a conti fatti, il podio: fornisce ai giocatori il potere concreto di sviluppare le Scene, grazie alla propria volontà e fantasia (obiettivo principale che ci eravamo prefissi per il gioco), e di provvedere all’evoluzione stessa del personaggio, attraverso le quattro Epopee che ne determinano il ciclo vitale. Ciò detto, abbiamo riscontrato ai tavoli molto entusiasmo da parte dei giocatori per la meccanica legata alla data di nascita del personaggio che, attraverso la numerologia, permette di scoprire il numero guida del PG e fornisce accesso ai Doni di Luperco.
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4) Come avete sviluppato l’ambientazione? qual’è stato il primo punto a cui avete lavorato? qual’è stata la parte più difficile da sviluppare?
La parte più complessa dello sviluppo di un’ambientazione di questo genere è trovare l’equilibrio giusto tra storia e fantasia, ed è quindi stata la nostra prima sfida. 
Una ricerca estesa dei miti e delle leggende, degli avvenimenti cardine e del folclore, è stato il primo passo, una volta determinata la direzione che volavamo intraprendere. Ogni elemento che abbiamo enfatizzato e sviluppato, è basto su elementi storici e folcloristici.I primi re e la nascita di un mondo 3
5) Uno dei problemi del creare un ambientazione per il gdr è che bisogna fare dei compromessi. fornire informazioni e regole che presentino il mondo lasciando però spazio ai giocatori e al master per personalizzarlo senza contare che queste informazioni non possono diventare eccessive come numero per evitare l’overload, troppe informazioni. Come l’avete gestito?
La Fantasia del Giocatore e del narratore sono i veri protagonisti di Primi Re, noi attraverso l’ambientazione dobbiamo dare tutti gli strumenti per potersi calare nelle atmosfere del gioco e far ribollire l’immaginazione di tutti. Sul Manuale ci saranno i luoghi e zone più iconiche ed interessanti dell’ambientazione e attraverso spunti, situazioni, leggende, e anche semplici nomi, cercheremo di ispirare i narratori e i giocatori lasciando loro la libertà di creare i loro luoghi e le loro dinamiche. 

Uno dei cardini di Primi Re che va proprio a toccare questo argomento, sono i Riti Sacri. Nel gioco non ci saranno liste infinite di rituali, ma parole e piccole frasi che serviranno da incipit narrativi, per creare, immaginare e narrare i propri rituali, le divinità daranno dei binari da seguire.
6) a un mio lettore che vuole costruire il suo mondo di gioco, qual’è consiglio dareste? quali suggerimenti vi vengono in mente e quali vi hanno aiutato nella stesura dei primi re?
La prima cosa è avere un idea ben chiara in mente di ciò che si vuole fare, poi di solito una cosa tira l’altra, farsi sempre delle domande e confrontarsi con gli altri è importantissimo. Comunque il processo creativo di una persona è molto intimo e personale, ognuno ha il suo. Nel nostro caso, come già detto, tutto parte dalla leggenda di Romolo e Remo, perciò parlare della Roma arcaica e mitologica, di quei luoghi e quei popoli. Abbiamo cercato di scostarci il più possibile dai soliti cliché, anche sé oggi è davvero difficile inventare qualcosa di nuovo, noi abbiamo provato a dire la nostra e invitiamo tutti i creativi a non demordere e credere nelle loro idee.

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