Letteratura

China Mieville (non solo Tolkien)

Mentre gli scrittori presentati in precedenza hanno influenzato la genesi di D&D, oggi mi occuperò di uno scrittore, China Mieville, vincitore di numerosi premi dall’Hugo al Clarke, che ha fatto l’inverso, cioè è stato influenzato dal gioco di ruolo nella sua creazione letteraria, la più famosa delle quali è certamente il ciclo di Bas Lag: Perdido Street Station, La città delle navi, e Il treno degli dei.

New Crobuzon, la città dove è ambientato Perdido Street Station è una repubblica oligarchica e autoritaria in cui coabitano sia la magia arcana sia la tecnologia steampunk, oltre a strane razze come gli uomini uccello Garuda,le misteriose donne scarabeo Khepri, e i semi-acquatici Vodyanoi ed è scossa dalle sommosse delle classi più povere e dagli intrighi politici dei suoi governanti.

Molti hanno notato una somiglianza sia con Planescape sia con Eberron anche se per quest’ultimo Keith Baker ha sempre negato ogni legame. Nei successivi romanzi, Mieville esplora altre parti del mondo di Bas Lag come Armada, una città galleggiante formata da migliaia di navi legate tra loro che rischia la distruzione quando si cerca di evocare una colossale creatura degli abissi per poterla muovere liberamente, o High Cromlech dove Lich aristocratici governano con pugno di ferro su vampiri che mendicano il sangue e zombie sfruttati. Una delle caratteristiche più peculiari della sua opera è l’essere “schierato politicamente”,1)China Mieville si candidò senza successo alle elezioni politiche inglesi in una lista di estrema sinistrainserendo aspetti di critica sociale e politica ma rimanendo comunque godibile anche da chi ha una visione politica differente. China Mieville, come anche Martin è considerato un Anti-Tolkieniano non solo perchè ha evitato di utilizzarne i suoi clichè ma sopratutto per una serie di critiche pesanti dal punto di vista letterario,2)per approfondire potete leggere qui e quidefinendo l’opera di Tolkien piccolo borghese, pomposa e reazionaria.3)personalmente anche se non gradisco la riduzione di Tolkien a santino da venerare molto diffuso nel mondo nerd, trovo comunque queste critiche abbastanza ingenerose e di parte

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China Mieville da ragazzo ha giocato molto di ruolo con un bel “curriculum”: D&D, AD&D, Cthulhu, Runequest, Merp, Traveller,etc e anche se ora ha smesso di giocare, continua comunque a collezionare i manuali di gdr, sopratutto quelli dei mostri che lo hanno molto influenzato poiché ha sempre trovato affascinante nel gioco di ruolo, il concetto della “catalogazione” del fantastico, questa precisione quasi maniacale nel voler affibbiare statistiche a tutto, arrivando anche a eccessi come mettere le caratteristiche a Cthulhu. Come master la sua reazione era del genere: “tira 1d20. Ok, hai colpito un tentacolo. Non gli fai niente e lui ti uccide….”4)Roll a d20. Okay, you hit one of his tentacles. Nothing happens, he still kills you. l’uso del d20 deriva dall’utilizzo di una tabella delle locazioni che aveva creato come house rule da buon master

Nonostante gli eccessi, questa impostazione gli è rimasta, ammettendo tranquillamente di costruire almeno in parte l’ambientazione e i mostri con la logica del giocatore di ruolo5)I start with maps, histories, time lines, things like that. I spend a lot of time working on stuff that may or may not actually find its way into the novel, but I know a lot more about the world than makes it into the stories. That’s the “RPG” factor: it’s about systematizing the world. But though that’s my method, I don’t start with it. I don’t start with a bunch of graph papers and rulers. When I’m writing a book, generally I start with the mood and setting, along with a couple of specific images—things that have come into my head, totally abstracted from any narrative, that I’ve fixated on. After that, I construct a world, or an area, into which that general setting, that atmosphere, and the specific images I’ve focused on can fit. It’s at that stage that the systematization begins for me. I hope this doesn’t sound pompous, but that’s how I see the best weird fiction as the intersection of the traditions of Surrealism with those of pulp. I don’t start with the graph paper and the calculators like a particular kind of D&D dungeonmaster: I start with an image, as unreal and affecting as possible, just like the Surrealists. But then I systematize it, and move into a different kind of traditione infatti alcuni suoi mostri sono palesemente ispirati a D&D: lo Slake Moth di Perdido Street Station, una farfalla che dopo aver ipnotizzato le vittime con le sue ali ipnotiche, si nutre dei loro sogni e pensieri sembra la fusione fra i gloomwing del manuale dei mostri 2 dell’AD&D e i Mind Flayer.

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Il gloomwing del manuale dei mostri dell’AD&D

Questo rapporto con il gdr è continuato negli anni: su Dragon magazine n352 c’è un breve articolo dedicato a chi volesse utilizzare la sua ambientazione mentre lo stesso Mieville ha collaborato con la Paizo nel supplemento Pathfinder Chronicles: Guide to the River Kingdoms.  

Qualche anno fa era stato annunciato dalla Adamant un gdr dedicato ma sfortunatamente per problemi da parte dell’editore non se n’è fatto nulla ed è un peccato perché New Crobuzon, sarebbe perfetto per essere utilizzato nel gdr,

edit: ho scritto vincitore del nebula ma in realtà è stato soltanto candidato varie volte mentre invece ha vinto il Clarke, premio comunque molto prestigioso oltre a numerosi altri.. 

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Note    [ + ]

1. China Mieville si candidò senza successo alle elezioni politiche inglesi in una lista di estrema sinistra
2. per approfondire potete leggere qui e qui
3. personalmente anche se non gradisco la riduzione di Tolkien a santino da venerare molto diffuso nel mondo nerd, trovo comunque queste critiche abbastanza ingenerose e di parte
4. Roll a d20. Okay, you hit one of his tentacles. Nothing happens, he still kills you. l’uso del d20 deriva dall’utilizzo di una tabella delle locazioni che aveva creato come house rule da buon master
5. I start with maps, histories, time lines, things like that. I spend a lot of time working on stuff that may or may not actually find its way into the novel, but I know a lot more about the world than makes it into the stories. That’s the “RPG” factor: it’s about systematizing the world. But though that’s my method, I don’t start with it. I don’t start with a bunch of graph papers and rulers. When I’m writing a book, generally I start with the mood and setting, along with a couple of specific images—things that have come into my head, totally abstracted from any narrative, that I’ve fixated on. After that, I construct a world, or an area, into which that general setting, that atmosphere, and the specific images I’ve focused on can fit. It’s at that stage that the systematization begins for me. I hope this doesn’t sound pompous, but that’s how I see the best weird fiction as the intersection of the traditions of Surrealism with those of pulp. I don’t start with the graph paper and the calculators like a particular kind of D&D dungeonmaster: I start with an image, as unreal and affecting as possible, just like the Surrealists. But then I systematize it, and move into a different kind of tradition