Come non scrivere una recensione 1
Analisi, Recensioni

Come non scrivere una recensione di un gioco di ruolo

Un problema delle recensioni è quando ti trovi davanti un prodotto buono a cui manca però il “quid”, quel qualcosa in più che lo renda unico e che ti spinga a giocarci. Mi hanno chiesto di recensire l’era di Zargo, un gdr old school italiano, ispirato all’omonimo gioco da tavolo degli anni 80.

Di per se l’Era di Zargo è un buon gdr: hanno preso la struttura del vecchio basic di D&D, inserendo varie idee sia dalle edizioni successive sia originali mantenendo una buona semplicità. Ci sono dei difetti come il fatto che le capacità speciali delle classi si prendano tutte al 1°livello e successivamente si aumentino solo i valori numerici o gli slot degli incantesimi ma nulla che non possa essere corretto in una nuova edizione.

Il problema risiede nella copertina, non perché sia brutta, anzi la trovo gradevole ma perché grida Flash Gordon e sarebbe ottimo, se non fosse che poi non c’è 🙁

Come non scrivere una recensione

Flash Gordon è un fumetto pulp degli anni 30 che ebbe nel 1980 una trasposizione cinematografica. Costato ben 35 milioni di dollari (stiamo parlando del 1980) e presentato come l’anti Guerre Stellari fu un disastro al botteghino. Negli anni però è diventato un vero e proprio cult. Chi ha visto Ted si ricorderà certamente di questa scena

Perché Flash Gordon è diventato un cult? Sarà forse la colonna sonora dei Queen?

O la splendida Ornella Muti?

Come non scrivere una recensione 1

o Ming il terribile, il cattivo che vuole distruggere la terra perchè s’annoia 🙂

Magari semplicemente come scrive Birra e Darth Vader

Come emulo di Star Wars Flash Gordon riesce a sbagliare tutto lo sbagliabile. è barocco, dove Star Wars era quasi povero, pesante nel design quanto l’altro era leggero e veloce, ma soprattutto: ammiccante ed erotico come un romanzetto di fantascienza di serie zeta, quando l’altro era puro come le fantasie di un bambino.
Eppure in Flash Gordon c’era qualcosa di grandioso, magari grandiosamente sbagliato, ma pur sempre grandioso.

Insomma, come diceva il protagonista di Ted: così brutto eppure così bello.

Capirete quindi la mia difficoltà con l’era di Zargo. Dov’è sono i fulminatori? Dov’è sono gli aerogibili Ajace? Ma sopratutto dov’è il sedere di Ornella Muti che non parla, arringa le folle? Insomma non puoi mettermi gli uomini falco Come non scrivere una recensione 2

e poi rimanere sul fantasy classico. Mi si può far notare che anche se la copertina trae in inganno, comunque l’Era di Zargo va recensito per quello che è e non per come può apparire. é vero e in questo senso la mia è una pessima recensione ma vorrei fare una riflessione.

I regolamenti d20 si dividono in due grandi categorie:

  • I retro cloni, cioè “remake” delle precedenti edizioni di D&D. Alcuni come Osric molto fedeli all’originale perchè servono essenzialmente per continuare a produrre “legalmente” manuali per AD&D, altri come Pathfinder propongono delle novità tanto da essere definito dai fan un D&D 3.75.
  • Le varianti. In questo caso si spinge le regole su uno specifico stile di gioco. Non potendo competere con D&D direttamente, la cosa più logica è specializzarsi. D&D “può fare tutto” ma X è migliore su un determinato aspetto, creandosi una nicchia. Abbiamo quindi Dungeon Crawl Classic con lo Sword and Sorcery, Lamentations of the Flame princess per il weird fantasy alla China Mieville, oppure 13th Age che mischia D&D con i gdr indie.

Di per se, ciò è positivo: invece di mangiare tutti per forza la solita “minestra”, abbiamo un menù con differenti portate..

A mio giudizio, l’Era di Zargo diventa più interessante proprio quando spinge la parte più weird fantasy, più pulp, più Flash Gordon insomma, differenziandosi dal D&D classico. L’Era di Zargo rimane secondo me intrappolato a metà via. Troppo differente per essere un supplemento per AD&D ma non abbastanza da avere vita propria. La mia speranza è che la seconda edizione possa prendere una strada precisa perchè secondo me, l’Era di Zargo ha forti potenzialità ancora inespresse.

Essendo una mia opinione personale, ritengo giusto presentarne una differente e perciò consiglio di leggere quest’ottima recensione di d20d12.

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3 comments on “Come non scrivere una recensione di un gioco di ruolo

  1. Ciao, innanzitutto grazie per il link 🙂

    il punto che secondo me non si può trascurare è che L’Era di Zargo non nasce da zero ma presenta un regolamento per giocare nel mondo di ZARGO un mondo fantastico-ludico tutto italiano che esiste dal 1978 (prima edizione di Zargo’s Lord) e già allora c’erano gli Alati, i Cavalieri ecc. a tal proposito penso sia interessante la prefazione di Donadoni.

    Dunque è un gdr per giocare in un mondo già esistente, certo si possono cambiare delle cose e calcare la mano su alcuni aspetti ma….

    aggiungo

    LEDZ è un gioco simulacro che più o meno ti permette di usare tutto il materiale OSR con in più le caratteristiche per giocare nel mondo di Zargo. La cover è quella del gioco da tavola del 1978 che è ispirata a tutto quel mondo fantasy/weird-fantasy… gli Alati non hanno supertecnologia, in effetti Zargo è un mondo fantasy con razze strane….

    Insomma il gioco stile OSR per giocare nel mondo di Zargo, che poi è un capolavoro del concetto OSR visto che usa un regolamento simulacro per giocare nel mondo di Zargo (cosa che sarebbe probabilmente accaduta in quegli anni — prendevi dnd/adnd e ci mettevi le razze e i luoghi di zargo.

    Tra l’altro l’ambientazione, gli oggetti magici ed i mostri curano molto l’attenzione ai dettagli del mondo di Zargo ed affini (che si è sviluppato in italia in oltre 30 anni, Zargo’s Lord, Zargo’s Lord 2, Zargos, Blue Stones…. ma anche Magikon…. ) capisco che magari per chi non gioco a quei giochi molti riferimenti si perdono però penso che quello sia lo spirito del tutto….
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    1. Aspetto il 29 per il Zargo’s day e la seconda edizione perchè sarei estremamente felice di essere smentito 🙂

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