I Signori della Dragonlance: Weis e Hickman (non solo Tolkien) 3
Letteratura

I Signori della Dragonlance: Weis e Hickman (non solo Tolkien)

Ho un rapporto contrastato con la Dragonlance: da una parte ne vedo i pesanti limiti letterari così come la mancanza di originalità. In fondo non è altro che la classica trama high fantasy “salva il mondo” ma con i clichè di D&D. Allo stesso tempo, forse per nostalgia1)la Dragonlance è stata una delle prime saghe fantasy che ho letto e per un giocatore di D&D, rivedere e riconoscere gli aspetti di gioco era entusiasmante provo un certo affetto per i personaggi e riconosco l’enorme influenza che ha avuto sull’immaginario fantasy.I Signori della Dragonlance: Weis e Hickman (non solo Tolkien) 4

I giocatori di D&D tendono a discutere molto sulle regole, esaltando un’edizione piuttosto che un’altra ma il vero spartiacque nella storia di D&D è stata la Dragonlance: è il modello giocato effettivamente al tavolo, molto di più, per tanti aspetti, del Signore degli Anelli. In tanti anni, raramente ho visto giocare il mago stile Gandalf, il vecchio saggio che lancerà un incantesimo ogni 300 pagine se va bene ma ho visto giocare tanti maghi alla Raistlin, giovane, fragile, ambizioso e un po’ manipolatore, il tipico antieroe, così come ho visto tantissimi hobbit halfling alla Tasslehoff  Burrfoot, il ladruncolo cleptomane che s’infila sempre nei guai.2)pure troppo. Sinceramente quando un giocatore mi propone di giocare un halfling ladro, una parte di me trema a pensare alle classiche battute che non faranno ridere o alle azioni assurde propinate con il classico: ma il mio pg è curioso, è un halfling. Forse Tasslehoff non è stata proprio un influenza così positiva…I Signori della Dragonlance: Weis e Hickman (non solo Tolkien) 6

Credo che il motivo del successo dei personaggi della Dragonlance derivi dalla loro leggerezza, più vicini a quelli giocati rispetto ai personaggi più “mitici” del signore degli Anelli. Non a caso furono paragonati ai tipici clichè dei teenager del liceo americano:3)Dragonlance’s Heroes of the Lance are also American high school archetypes. Tanis Half Elven is the high school quarterback torn between sport and his family connections in high society, Caramon the linebacker with a gentle touch and Goldmoon the prom princess with her jealous blue-collar boyfriend. But no high school gang is complete without a token geek, and for that the heroes have Raistlin Majereun motivo per cui Raistlin tende a essere il personaggio preferito è che corrisponde al tipico geek, deriso dai bulletti della scuola.

I Signori della Dragonlance: Weis e Hickman (non solo Tolkien)Da notare anche i numerosi personaggi femminili: anche loro corrispondono a cliché per cui abbiamo la bella e pura Laurana, la saggia Goldmoon, Tika la dolce cameriera del fastfood taverna innamorata del quarterback  di Caramon, ma il personaggio più memorabile è probabilmente Kitiara Uth Matar, forte, energica e indipendente. Gli autori hanno, infatti, difficoltà a gestirla perché quando entra in scena, con la sua personalità eclissa gli altri personaggi tranne Raistlin.

La forte presenza femminile permise d’inserire un forte elemento “romantico” sdoganando D&D alle ragazze dell’epoca che mal accettavano lo stile “old school”.

L’ambientazione, è il classico mondo pseudo medievale alla D&D ma ha comunque alcuni idee gradevoli come la magia, divisa in tre colori, ognuna legata a una delle tre lune o i draconiani, i soldati delle forze oscure, creati dalla corruzione delle uova dei draghi e dotati in base al colore del drago corrotto di abilità e poteri specifici che li rendono ben più pericolosi del classico orchetto.

L’influenza della Dragonlance su D&D è stata però sopratutto sull’impostazione delle avventure: la Dragonlance è stata la prima grande campagna prefatta cioè una serie di avventure l’una legata all’altra da una trama comune e un finale epico. Nonostante le critiche sul fatto di essere costruite a binari, lasciando perciò poca libertà ai giocatori,4)critica che personalmente mi trova d’accordova riconosciuto che è stato il modello vincente tanto che l’ultima edizione di D&D, sta pubblicando quasi esclusivamente questo tipo di campagne. Parafrasando una nota canzone: Dragonlance killed the old school game e infatti l’ambiente old school ha un odio quasi viscerale per essa,5)Uno dei più famosi post della blogosfera OSR è proprio How dragonlance ruined everythingper certi aspetti eccessiva. L’Old School funzionava su una commistione di generi come lo Sword and Sorcery, il Western, etc che negli anni 80 erano comunque in declino per cui se non ci fosse stata la Dragonlance, probabilmente sarebbe stato qualcos’altro a dargli il colpo di grazia.

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Note    [ + ]

1.la Dragonlance è stata una delle prime saghe fantasy che ho letto e per un giocatore di D&D, rivedere e riconoscere gli aspetti di gioco era entusiasmante
2.pure troppo. Sinceramente quando un giocatore mi propone di giocare un halfling ladro, una parte di me trema a pensare alle classiche battute che non faranno ridere o alle azioni assurde propinate con il classico: ma il mio pg è curioso, è un halfling. Forse Tasslehoff non è stata proprio un influenza così positiva…
3.Dragonlance’s Heroes of the Lance are also American high school archetypes. Tanis Half Elven is the high school quarterback torn between sport and his family connections in high society, Caramon the linebacker with a gentle touch and Goldmoon the prom princess with her jealous blue-collar boyfriend. But no high school gang is complete without a token geek, and for that the heroes have Raistlin Majere
4.critica che personalmente mi trova d’accordo
5.Uno dei più famosi post della blogosfera OSR è proprio How dragonlance ruined everything

10 comments on “I Signori della Dragonlance: Weis e Hickman (non solo Tolkien)

  1. ahahahahahaha!!!! Mi ricordo infatti che per me il suo fascino era proprio il fatto di essere una trasposizione di D&D.

  2. “pesanti limiti letterari così come la mancanza di originalità” parole sante, sono commosso… sniff… pensavo di essere l’unico a pensarlo, ormai circondato da tanti osannatori della saga letteraria.
    A me che avevo già letto di Elric di Melnibonè, Raistlin, mi lasciava completamente… piatto

  3. La Dragonlance la lessi poco dopo la Spada di Shannara, che era stata letta successivamente al Signore degli Anelli. Ero insomma in cerca di un po’ di metadone che almeno parzialmente mi curasse l’astinenza dalla prosa del nostro professore inglese. Se Shannara mi lasciò molto perplesso, la Dragonlance, non so come, trafisse il mio cuore. Già a 15 anni comprendevo come fosse scritta coi piedi (forse complice la traduzione, ma anche il SdA del resto l’avevo letto in italiano), ma l’iconicità e l’umanità dei suoi personaggi fece presa in qualche altro modo.
    Tanis, Caramon, Flint (ah, Flint!), Sturm e via dicendo erano molto più umani del nobile Aragorn, del fido Sam, di Frodo il perfettino! Del Signore degli Anelli oggi mi sta simpatico solo Pipino.
    Più di tutto, nella Dragonlance, compariva invece qualcosa di nuovo, che poteva interessare un ragazzino che allora andava cercando col lanternino: il sesso.
    Caramon, Raistlin, Tanis, Riverwind, persino Sturm erano tutti tentati tra il dovere e l’amore, l’amore carnale, mica il rapporto e-pistolare (sopratutto da pistola!) Aragorn/Arwen/Eowyn. Ecco dove la Dragonlance si distaccava! Rifuggiva sia l’amore etereo del SdA che quello brutale di Conan.
    Insomma si vedeva una mano femminile dietro al tutto, e il tratto a colore di Elmore finiva per donare forme nuove all’immaginazione di un adolescente.

    La Dragonlance ha segnato un punto di demarcazione tra la vecchia scuola e la nuova, ma neppure io la ricordo con disprezzo. Penso anzi che un progetto Hollywoodiano serio, e col cast adatto, la valorizzerebbe come non mai, col rischio di sepellire addirittura la triologia neozelandese. Diciamo pure che potrebbe essere ancora più odiata se riuscisse a divenire un Twilight fantasy, in grado di convolgere il gentil sesso nelle trame rosa dell’intreccio (Tanis-Kitiara-Lauranlauthalasa).

    Pace fatta quindi con W&H, che ci hanno lasciato alcune tra le più memorabili avventure della storia del nostro hobby preferito.

    Grazie dell’articolo, mi hai riportato grandi ricordi alla memoria.

  4. Quello che invece mi stupì allora e sempre mi stupirà, di ‘sto Dragonlance, è la distanza siderale dal D&D giocato.
    Una serie di romanzi che dovevano creare un’ambientazione per D&D e ricalcare la realtà di D&D e che sono invece un normalissimo high-fantasy scollegato dalle meccaniche del gioco come qualsiasi altro romanzo. Ai tempi mi chiesi “e ‘sta roba che c’entra con D&D?”
    Niente dungeon, niente tesori, niente combattimenti, niente di niente. E soprattutto mancavano l’atmosfera e il senso di mistero fiabesco che in qualche modo permeavano D&D. La sensazione di essere in un mondo antico, pericoloso, pieno di magia, creature mostruose e portenti inspiegabili è totalmente assente.

    Dragonlance non sembra per nulla una campagna giocata a un tavolo.

  5. Credo d’essere nella lista di quelle persone che oltretutto hanno amato persino Tasslehoof, sia nell’aspetto più leggero che in quello più profondo che secondo me molti tendono a dimenticare nel mondo reale come nei libri: “noi kender sappiamo… che dovremmo combattere contro i draghi, non contro noi stessi”
    Di solito chi gioca gli halfling o i kender ladri tende a dimenticarne quell’aspetto rendendoli solo una macchietta buffa e non personaggi profondi a loro pieno titolo come gli altri. E’ un pò il mio personaggio preferito quindi la difesa è dovuta.
    ps: mentre nei draghi del crepuscolo d’autunno si sentono proprio rotolare i dadi in certi casi, negli altri l’aspetto narrativo ha prevalso su quello di puro gioco di ruolo

  6. Bellissimo articolo ma uno die peroqsnaggi che mi stava sul culo fin dalla prima trilogia(che è quello che ho letto) è appunto Tanis Mezzelfo che in certo senso ha dato la partenita hai “mezzelfi Emo” ed se non fosse per Riverwind avrabere rovinato anche i Ranger…Infine se si usassero le regole della 3.5 per fare e stesse cose che facevano loro nelle dei casi non ti riuscivano manco se piangevi tanto…..spero solo che se faranno dei film sulla saga non sbatteranno in faccia la “zoccolagina” di Kitiara ma la gestiranno bene ahahahahha

  7. Sinceramente non ero a conoscenza della grande acredine del popolo dell’old school nei confronti della DL. Tanto meno lo potevo sapere quando da 14-enni lessi e rilessi decine di volte le trilogia della DL e dei Gemelli….rimango un po perplesso perché a me la DL è piaciuta tantissimo e negli anni successivi in cui ho giocato a D&D in tutte le versioni uscite non mi sono fatto influenzare sulla tipologia di PG. Ho anche giocato in moduli della DL e i videogame sull’Amiga 500 e nonostante i “binari” quandò sei intorno ad un tavola a giocare a D&D con i tuoi amici quello chè può accadere è sempre imprevedibile ed unico. La cosa che veramente mi è dispiaciuta alla lunga è stata la sensazione “spremiamo il marchio anche se rischiamo di fare delle cagate”. Mi sembra che a volte facciamo un po di fatica ad accettare i cambiamenti anche se sappiamo benissimo che sono inevitabili. Sembra come se volessimo che una determinata cosa sia sempre solo per noi pochi e che non evolva mai…perché è vero che i cambiamenti sono “pericolosi” (=sputtanamento verso la massa) ma portano anche evoluzione e miglioramenti….sennò non avremmo mai avuto D&D e tutti i GdR che sono nati ispirandosi proprio al prodotto di Gygax. Ma magari sono io che non riconoscendomi nel “credo” della old school non capisco….eppure “old” lo sono eccome!

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