Dei morti inquieti e di altre creature perdute nella notte
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Dei morti inquieti e di altre creature perdute nella notte

Mi ha sempre colpito la qualità dei blog OSR. Uno dei post che mi ha colpito di più è questo, teso a rendere più interessanti i non morti e postato su Dragon’s Flagon, un eccellente blog OSR. Ho deciso perciò di tradurlo in italiano e spero possa piacervi.

Questo è il periodo dell’anno in cui tutto ciò che è misterioso, paranormale e macabro ha la sua giornata, illuminata dalla tremolante luce delle torce, cosi ho deciso d’ispirarmi ai non morti presentati nel D&D old school. Quando ho iniziato a giocare a D&D e sfogliavo il manuale dei mostri, l’idea stessa di creature non morte era per me affascinante, inquietante e agghiacciante poiché erano esseri che esistevano al di la delle leggi che governavano le creature viventi, eccetto, che nelle regole dove non erano cosi. Avevano A.C, pf, morale, etc come ogni altro mostro e nel tempo era svanita la patina di meraviglia, diventando ai miei occhi soltanto un ammasso di pf da buttare giù. Se avete la fortuna di avere giocatori principianti o almeno che non hanno “imparato a memoria” la descrizione e le statistiche dei mostri, non sarà un problema ma lo è per me. Potrei inserire un fantasma o uno spettro in un dungeon e probabilmente, essendo principianti, sarebbero spaventati come successe al mio primo gruppo nelle caverne del chaos ma facendolo, perderebbero d’impatto e siccome mi piace mantenere il più possibile un’atmosfera inquietante quando utilizzo i non morti, preferisco non usarli come carne da cannone. Qui presenterò alcune mie idee per rendere gli incontri con i non morti, unici e coinvolgenti.

640x912_3296_Undead_2d_fantasy_guild_wars_undead_picture_image_digital_artDescrizione: l’aspetto delle creature non morte è vario come quelle degli umani e semi umani da cui sono originati. Dargli una descrizione specifica, quando è possibile, li renderà qualcosa di più di un semplice insieme di numeri.  Cosa indossano? Sono maschi o femmine o sono in uno stato tale da non essere più riconoscibili? Sono magri, emaciati, grassi, muscolosi, massicci? Hanno capelli, barbe o altre caratteristiche che li distinguevano in vita? Come si muovono? Dinoccolati come gli zombie di Hollywood, a quattro zampe come creature selvagge, accovacciati e poi saltando, strisciando…? Non bisogna dimenticare gli altri sensi oltre alla vista. Gemono, ringhiano, urlano, sibilano, mormorano frasi incoerenti?  Non morti con un corpo fisico putrefatto potrebbero puzzare come una fossa comune ma anche esseri incorporei come spettri o fantasmi potrebbero avere un odore particolare a indicare la loro presenza, che si tratti di legno affumicato, whisky, rose, la brezza del mare salato e in generale qualunque cosa associabile con la vita o le circostanze della loro morte.

Motivazioni: i non morti non hanno necessariamente gli stessi scopi delle creature viventi, o più precisamente potrebbero averli ma in maniera distorta e contorta. Spesso i non morti hanno un unico scopo che li ossessiona. A differenza delle creature viventi non hanno necessità biologiche e non sono distratti dall’esigenza di sopravvivere, sia come individui sia come specie. Non hanno bisogno di cibo, acqua o ripari e non hanno un istinto biologico a riprodursi. Ciò significa che qualunque scopo abbiano, sarà perseguito con una forza di volontà superiore a quello di un essere vivente: per esempio i ghoul saranno consumati dal desiderio di nutrirsi di carne. L’odio per la vita sarà uno scopo molto comune cosi come il custodire un luogo, un oggetto o una persona. Queste sono motivazioni classiche ma perché limitarsi? Non potrebbe una creatura non morta essere spinta dal desiderio di creare altri suoi simili, di riprodursi per cosi dire? E perché non immaginare altri scopi tipici delle creature viventi, portati però alle estreme conseguenze, come l’auto-conservazione (forse la creatura non è nemmeno consapevole di essere morta!), il bisogno di contatti umani, la sete di conoscenza, l’avidità, la vanità, la lussuria, la compassione, il desiderio di qualcosa che è stato perso, il fervore religioso, il bigottismo… potresti usarli cosi come sono o distorcerli in modo inquietante o ironico.

Poteri: i poteri base dei non morti da manuale non sono cosi spaventosi se ci limitiamo a descriverli solo in termini di gioco. Sei paralizzato. Sei ammalato. Perdi un livello 1)perdere un livello è abbastanza spaventoso secondo me 🙂 . Come minimo dovremmo cercare di inserire delle descrizioni interessanti e inquietanti. Cosa significa prendere un livello negativo? Senti un freddo terrificante fino alle ossa, oppure si crea un legame temporaneo con il non morto, con la vostra mente inondata dai pensieri tormentati e orribile del mostro? Cambiate i poteri, se trovate qualcosa di più adatto a un particolare mostro perché più consono alla sua storia o alle sue motivazioni. È anche possibile aggiungere effetti minori ai poteri, che potranno avere effetti a livello meccanico o non, e che innervosiranno i giocatori come sogni o visioni indotte, fobie, malformazioni minori come i capelli bianchi o la pelle color cenere, il desiderio di mangiare carne cruda, brividi, e altri effetti che potranno essere sia temporanei sia permanenti imponendo penalità meccaniche ai personaggi.PZO9216-Ghost

Tattiche: in quante storie horror, vedrete i personaggi combattere al primo incontro gli avversari sovrannaturali faccia a faccia, finché uno dei due non cede? Non molti. Nella maggior parte dei casi, i fantasmi e gli spettri saranno avversari subdoli e sfuggenti e di solito non s’impegneranno in un combattimento diretto ma cercheranno di spaventare gli avversari o di spingerli a cadere in un pericolo. Anche quando attaccheranno direttamente, non dovranno sembrare un avversario che per caso è anche putrefatto o etereo, ma dovranno avere qualcosa d’inquietante nel modo in cui combattono e utilizzano i poteri- compreso aspetti non inseriti a livello di regole ma che hanno valore a livello narrativo- come l’essere etereo o insensibile al dolore. Uno zombie combatterà senza fuggire e non avrà paura di essere pugnalato o trafitto da una spada. Un fantasma o uno spettro è il combattente mordi e fuggi per definizione, essendo in grado d’attraversare la materia solida o di sorprendere gli avversari grazie alla capacità di muoversi in silenzio per poi ritirarsi rapidamente attraverso i muri o altri terreni solidi in luoghi non raggiungibili per riorganizzarsi e riattaccare al momento opportuno. Un branco di ghoul potrebbero condividere un legame telepatico che gli consentirà di utilizzare tattiche più astute dei loro modesti intelletti.

Alcuni esempi:

  • Una bambina fantasma, con gli occhi piangenti, terribilmente sola e che cerca disperatamente la compagnia umana. Non attaccherà in un primo momento, ma facendo leva sulla pietà del gruppo, cercherà disperatamente di afferrare le mani o abbracciare uno dei PG, infliggendo con il suo tocco un gelido risucchio di energia. Quando la vittima cercherà di sfuggirle, inizierà a piangere disperatamente e attaccherà, cercando di ristabilire il contatto fisico.
  • Wight
  • Un Wight, un tempo pittore, ora spinto a cercare modelli che possa utilizzare per la sua arte, scegliendo donne particolarmente attraenti che uccise dal suo tocco, diverranno le sue compagne e modelle. Quando incontrate, potranno essere nude o vestite con splendidi abiti, ridotti oramai a brandelli. Egli dipinge ancora utilizzando sangue rappreso, fango e cenere su pareti di pietra o su frammenti di tele; il risultato sarà una parodia spaventosa della bellezza e della vita.
  • Un revenant, ex soldato e medico da campo condotto alla pazzia e poi al suicidio dal dolore che lo circondava. Ignora le persone sane ma può percepire il dolore entro cento metri, che sia provocato da un incidente o da malattia ed è spinto a porre fine alla sofferenza- anche di coloro che si ristabilirebbero se lasciati in pace. Egli attacca con un tocco velenoso che provoca anche intorpidimento, mentre paradossalmente sussurra parole di conforto per calmare le sue vittime.
  • Un fantasma, codardo in vita, che ancora sente la paura del dolore e della morte. Se incontrato, chiederà ai PG di rimanere indietro e di lasciarlo stare, diventando sempre più isterico, finché non se ne andranno. Egli attaccherà, con una furia da animale braccato, chiunque s’avvicini, anche in modo non minaccioso. Ignaro della sua reale condizione, ha ancora il terrore delle armi, anche di quelle che non possono effettivamente danneggiare la sua forma eterea. Se colpito da un’arma che non può danneggiarlo, avrà solo il 25% di probabilità di notarlo (poiché non sente il dolore) ma se lo nota, gridando” mi ha colpito, mi ha colpito” fuggirà immediatamente. Un attacco che lo possa danneggiare lo farà automaticamente fuggire.
  • mi20041001_news_medUno spettro che in vita era uno studioso solitario e che ora infesta le rovine della sua biblioteca, custodendo gelosamente la sua raccolta di libri, desideroso di nuovo conoscenza. Il suo tocco infligge, come il solito, un risucchio di energia, effettivamente appropriandosi delle conoscenze della vittima; dopo uno scontro, tenterà di trascrivere queste conoscenze appena acquisite su pergamena, anche se nel suo stato saranno soltanto dei bizzarri scarabocchi comprensibili solo a lui. Se gli è offerto un libro o un’altra fonte di conoscenze scritte e se non è minacciato, s’immergerà in esso per 2d4 turni, ignorando tutto il resto tranne un attacco diretto.
  • Un fantasma, spirito o spettro, spinto dal desiderio di vendicarsi del suo assassino. Coloro che sopravvivono ai suoi attacchi, saranno in seguito vittime d’incubi che mostreranno gli ultimi attimi di vita della creatura. Un dissolvi il male rimuoverà l’effetto; altrimenti solo la vendetta contro l’assassino farà cessare gli incubi. Questi sogni conterranno gli indizi per identificare l’assassino, o molto evidenti come l’immagine del volto o più sottili e difficili. Lo spirito potrebbe desiderare la morte del killer oppure potrebbe essere placato anche dall’esporre al mondo le sue malefatte (soprattutto se l’assassino è lui stesso defunto).
  • Un branco di ghoul, resti di una nota banda di banditi. Nonostante la loro macabra necessità di nutrirsi di carne umana, istintivamente preferiscono attaccare persone o gruppi dall’aspetto benestante, ignorando i poveri e miserevoli. Curiosamente, non hanno alcun interesse reale verso le ricchezze delle vittime, solo verso la loro carne. I viaggiatori, sono avvertiti di non prendere eventuali borse abbandonate perché i ghoul potrebbero essere nelle vicinanze e chiunque raccolga il bottino potrebbe diventare il loro prossimo obiettivo. In una zona dove i ricchi opprimono le classi inferiori per acquisire altra ricchezza, questi demoni potrebbero farsi una reputazione come terrificanti campioni della gente comune, dei Robin Hood non morti.

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Note    [ + ]

1.perdere un livello è abbastanza spaventoso secondo me 🙂

6 comments on “Dei morti inquieti e di altre creature perdute nella notte

  1. Idee interessanti ma che, diciamocelo, vengono già usate quando si crea un’ avventura basata interamente su di un non morto specifico.
    Gli esempi però sono stati illuminanti, il pittore wight mi ha fatto venire in mente uno spunto di avventura niente male 😀

    1. quello che mi è piaciuto di questo articolo, non sono i consigli in se che magari possono essere anche scontati ma l”esecuzione. mi è piaciuto molto come ha applicato questi consigli, creando dei mostri veramente interessanti. è molto facile scrivere dei consigli ma è più difficile mostrare come applicarli e lui lo ha fatto veramente bene….. il pittore è oggettivamente uno dei mostri migliori.

  2. mi son venute in mente tre-quattro avventure leggendo l’articolo. Tra il pittore e lo studioso non so chi creerà più grattacapi ai poveri PG…

  3. Bel post. Anche il sito di origine è interessante, pieno di analisi dettagliate degli incantesimi e dei regolamenti, da vero grognard D&Desco.
    Domanda che non c’entra: come fai a far comparire quelle illustrazioni fighissime nell’anteprima del post interna al lettore di WordPress.
    Domanda n. 2: dove le trovi? Alcuni di questi illustratori meritano approfondimento (e vagonate di invidia da parte mia)

    1. quando scrivi l’articolo, sulla destra sotto la voce tag, trovi immagine in evidenza. di solito è preferibile mettere immagini relativamente piccole max 600×600. le immagini le trovo a giro. di solito quando scrivo l’articolo faccio ricerche su google, magari cercando meme o demotivational. inoltre ogni volta che trovo un immagine carina o divertente, la salvo in una cartelle apposita che poi saccheggio quando scrivo…..

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